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Comune di Imola

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[img] Logo le idee fanno stradaUn po' di storia. . . .

La via Emilia taglia in due la città storica e il territorio imolese sin dal periodo romano; la parte orientale della strada all’interno del nucleo urbano collegava il "centro" e il sistema delle piazze con "Porta Faenza" poi "porta dei Servi" ora demolita. Il tessuto abitativo che attraversa è di origine medioevale, per quanto rimaneggiato nel corso del tempo, ed è caratterizzato da alcune emergenze architettoniche di rilievo, quali a sud il complesso legato a Santa Maria in Regola costruita dopo il 553 sotto il dominio Bizantino; a nord della via Emilia il complesso conventuale di Sant Agostino.

Verso est si trova il complesso di "Santa Teresa" e in prossimità della porta si trova Piazza Mirri ove si affacciano la "Chiesa dei Servi" in mattoni faccia a vista e colonne in pietra col suo loggiato e la facciata dell’oratorio di S.Macario (ora sala per convegni).

La via Emilia

Nel 187 a.C. lo Stato Romano, dopo aver debellato e sottomesso le locali popolazioni di stirpe umbra, ligure e gallica, sotto il consolato di Marco Emilio Lepido iniziò la costruzione della via Aemilia, che con un razionale percorso quasi rettilineo, esattamente corrispondente a quello attuale, collegava Rimini a Piacenza e dunque al guado del Po. Oltre che una importantissima via di comunicazione a lunga distanza la via divenne ben presto l'infrastruttura fondamentale intorno alla quale si organizzò il tessuto urbanistico, sociale ed economico della regione, che da essa prese il nome. Lungo il suo tracciato sorsero a distanze regolari (perlopiù in corrispondenza di valli fluviali trasversali, lungo le quali transitavano merci e persone tra la pianura e le colline) una serie di centri urbani e di mercato tuttora vitali, come Caesena (Cesena), Forum Livii (Forlì), Faventia (Faenza), Forum Cornelii (Imola), Bononia (Bologna), Mutina (Modena), Regium Lepidi (Reggio Emilia), Parma.

Essa inoltre costituì l'asse fondamentale (ovvero il "decumano massimo") a partire dalla quale vennero tracciati sia il caratteristico sistema di appoderamento regolare delle campagne chiamato "centuriazione", sia lo stesso reticolo di vie ed isolati in cui erano suddivise le aree urbane, ancora oggi entrambi ben visibili, in particolar modo proprio a Imola e nel suo territorio.

Dott. Marco Pacciarelli


La pavimentazione della via Emilia

La tipologia di pavimentazione in epoca romana della strada è ipotizzabile da ritrovamenti di frammenti ritrovati in zone archeologiche della città; verosimilmente ampie parti delle strade erano costituite da sassi e terra battuta in fascia centrale, mentre mattoni (28x11x6 cm) costituivano lo strato di usura necessario, per resistere alle sollecitazioni dovute alla ruote dai carri, posto in fascia laterale; la delimitazione della sede era poi costituita da lastre in pietra.

Le foto dell'inizio del secolo ci portano testimonianza della pavimentazione in ciotoli di fiume, con delimitazione in alcune parti di una fascia prettamente pedonale, soppiantata dagli anni venti da pavimentazione in lastre di arenaria di tonalità grigia (ancora presente in larga parte sotto lo strato di asfalto), come ancora presente in via Cosimo Morelli, con inserti in granito grigio e rosso.

Negli anni '60 e '70 tale pavimentazione è stata ricoperta o soppiantata da uno strato di conglomerato bituminoso.

Arch. Michele Pasotti


Area di Piazza dei Servi e San Macario

L'area di Piazza Mirri è legata alla chiesa dei Servi, verosimilmente costruita nel sec. XIV e ampiamente ristrutturata e modificata nel 1500, anni a cui si deve anche la prima costruzione dell'adiacente chiesa di S. Macario, che infatti non è riportata nella carta del Maineri (datata 1472) e ripresa per le sue proposte di fortificazioni della città da Leonardo nel 1502; nel corso del tempo gli interventi sui due edifici ecclesiastici si sono susseguiti, come ad esempio nel '700, periodo di torpore economico e instabilità politica, sotto il governo della Chiesa, tra i pochi edifici costruiti ci fu anche la ristrutturazione della Chiesa con il suo bellissimo loggiato.

Nel sec. XVIII invece la ristrutturazione su progetto dell'architetto Cosimo Morelli di San Macario (costruttore Luigi Magistretti) con l'immagine della facciata così come è giunta ai giorni nostri.

Arch. Michele Pasotti


La pavimentazione della piazzetta dei Servi

La piazza Mirri era perimetrata nel '700 da un muro in mattoni (presente nella carta disegnata da Clemente Guarnieri), a fianco del quale si presume vi fosse una pavimentazione in ammattonato in cotto; quando è stato demolito il muro la pavimentazione in cotto si suppone sia sormontata da un lastricato in ciotoli di fiume piatti posti di coltello; successivamente si può ipotizzare che ci fosse un' altra pavimentazione in ciotoli.

La pavimentazione che ha caratterizzato l'inizio del '900 e che si trovava immediatamentte sotto l'asfalto è in ciotoli di fiume tondi e in porfido di grosso diametro.

Arch. Michele Pasotti


Bibliografia e fonti

Ricerca storica a cura di M.Montanari e D. Bellini: Imola, il Comune, le Piazze – Imola 1997
F.Mancini, M.Ghiberti, A.Veggiani: Imola nel Medioevo – Imola 1990
F.Mancini: Urbanistica rinascimentale a Imola da Girolamo Riario a Leonardo da Vinci (1474-1502) – Imola 1979
F.Mancini: Il completamento dello sviluppo urbanistico di Imola – Imola 1978
A cura di G.Raffuzzi: Imola in bianco e nero 1960-1980 – Imola 1996
AA.VV. – Saluti da Imola. La città nelle vecchie cartoline postali – Imola 1982

Piazza Mirri - via Emilia Est


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